6… Per Sempre Il Capitano

Ci sono capitani e capitani e poi c’è il Capitano per eccellenza: Franco Baresi.

Il nostro SEI è la storia rossonera, da tramandare di padre in figlio.

Per chi è cresciuto con la Nazionale e il Milan nel cuore, Baresi è l’emblema dell’attaccamento più profondo.

Franco ha inseguito i sogni e il Milan è diventato, già in tenera età, la sua seconda famiglia. E, una volta appesi gli scarpini al chiodo, è sempre stato parte integrante della società rossonera.

Sacrificio e amore per la maglia, uniti al talento, lo hanno accompagnato nella crescita come giocatore. Oggi è sempre più raro trovare campioni tanto fedeli ai colori della propria squadra da diventarne bandiere.

Il Piscinin rappresenta il simbolo di un’era che sembra passata. Da Piscinin a Gigante per lui fu un attimo!

Da Capitano era il vero riferimento della squadra, sempre. Un padre e un esempio per i suoi compagni.

Quanta autorevolezza, classe infinita e poche parole… ma sguardi più eloquenti di qualsiasi discorso!

E poi, solo i fuoriclasse sanno leggere in anticipo le azioni avversarie e giocano a testa alta: il vero centrale difensivo è lui. Memorabile la sua mano alzata a guidare la difesa e a indicare il fuorigioco e il ruolo di libero, oggi scomparso.

Già in tenera età si vedevano tracce del grande talento e del campione che sarebbe diventato.

Quanti aggettivi caratterizzano la sua personalità: elegante, composto, serio, corretto…

“Un fiume di parole e un amore travolgente ti stanno inondando in questi tristi giorni, in occasione della tua prematura scomparsa. Chissà come le accoglierebbe il tuo carattere schivo?

Quanto alle poche parole… stonate, immagino abbozzeresti un sorriso indulgente!”

La grandezza di Franco Baresi sta nelle virtù che lo hanno contraddistinto dentro e fuori dal campo: cuore e anima arrivando a compiere imprese epiche! Gente di fatica, saper soffrire e rialzarsi, come un autentico Capitano sa fare: la fascia era simbolo di responsabilità.

Solo il Campione che condivide appieno il valore dei colori che porta, tiene duro davanti a stagioni complicate e non abbandona la barca: ci ha condotto dai bassifondi al tetto del mondo!

Stimato anche dagli avversari, è curioso l’aneddoto che racconta come alcuni suoi compagni, con senso di rispetto, a lungo gli abbiano dato del “lei”.

Capitano della squadra più bella e più forte della storia, appartiene all’Olimpo dei grandi.

La vita ha messo il nostro SEI più volte a dura prova, fin da ragazzino. A quanto coraggio, a quanta forza di volontà ha dovuto attingere!

Ci ha commosso vederlo nel suo stadio, alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi, quando era già provato dalla malattia.

Il numero 6 resterà iconico nella storia del Milan: non capita tutti i giorni che una maglia venga ritirata!

Grande è la nostalgia per uomini del suo spessore. Siamo grati per tutti i valori che ci ha trasmesso, nello sport e nella vita.

Ci rammarica che la squadra attuale non possa dare, con la propria presenza, l’ultimo saluto al Capitano. Tornare sarebbe stato non solo un gesto d’amore, ma un arricchimento per tutto il mondo Milan!

Ci sia permesso coltivare un sogno: vincere presto un trofeo da dedicare a Franco Baresi.

SEI per sempre nell’anima.

“Un Capitano, c’è solo un Capitano.”

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9 Comments

  • BRAVA MARTA!!!
    HAI DESCRITTO IL NOSTRO CAPITANO COME MEGLIO NON SI POTEVA.
    CHI HA AVUTO L’ONORE E LA FORTUNA DI CONOSCERLO DA VICINO, COME NOI, PUO’ CAPIRE CHE LA SQUADRA CON LUI ERA UNICA, FORTISSIMA E MICIDIALE.
    QUEL MILAN PURTROPPO NON C’E’ PIU’ E CALCIATORI COME IL NOSTRO FRANZ, O PISCININ CHE SI VOGLIA, CHISSA’ SE NE VEDREMO ANCORA.
    SICURAMENTE SARA’ GIA’ AL FIANCO DEL NOSTRO VERO PRESIDENTE E FOIRSE, DA LASSU’ CERCHERA’ DI DARE ANCORA UNA MANO AI NOSTRI GLORIOSI COLORI ROSSONERI.
    UN FORTE ABBRACCIO. GIORGIO

  • Ciao Marta. La notizia mi e’ arrivata qui in Sicilia dove sono in vacanza e mi ha lasciato con il cuore a pezzi. Ho avuto la fortuna di poter vedere Franz per tutta la sua carriera ed ho sempre di lui una immagine iconica: sollevando la coppa dei Campioni. E resto con questa immagine anche adesso e nel futuro, così come spero che la Societa’ dedichi la curva a suo nome o direttamente Milanello. Franz ha rappresentato quello spirito che si chiama milanismo e che purtroppo con i nuovi propietari si e’ perso. Resto attaccato all’ época degli Invincibili perche’ questo Milán di adesso non mi rappresenta. Un esempio? Sto ancora aspettando 2 parole per il Capitano da parte di Ibra, il quale non potrebbe nemmeno pulirgli le scarpe a Baresi. E come dice Gianni Rivera, sarebbe il caso che France Footbal gli dedichi un pallone d’oro postumo, visto che non lo ha avuto quando avrebbe dovuto averlo. Grazie di tutto Franz, riposa in pace insieme ai grandi del calcio, sicuro che stavano aspettando il piu’ grande Libero della storia.

  • Abbiamo vissuto gli anni migliori della nostra vita sempre al fianco di quella magnifica squadra capeggiata dal più veloce difensore della storia; il nostro Franco rimarrà sempre nei nostri cuori, in questo momento affranti di dolore.

  • Ciao Marti è passato ormai molto tempo da quel disgraziato 24 maggio in cui è naufragata la stagione di Allegri; sono passate anche tante settimane dal Piazza Pulita fatto da Cardinale dopo il disastro ed abbiamo ormai anche archiviato questi mondiali, che devo dire, non mi sono proprio piaciuti, né per il gioco espresso e neppure per le sceneggiate dal duo Infantino Trump.
    Con grande tristezza vedo il calcio sempre più lontano dalle sue origini e dal suo vero significato; il campionato passato proprio non mi ha divertito, il corto muso non deve essere il DNA del calcio che invece richiede un gioco d’attacco che porti a fare un goal più dell’avversario, qualsiasi possa essere il risultato.
    Il livello in Italia si è appiattito, e la Nazionale è la cartina di tornasole; di campioni si è persa la traccia, si punta prima a non prenderle, poi, se capita, si fa anche del gioco. Il calcio è passato da uno sport divertente e coinvolgente, a un business in cui le decisioni vengono prese a tavolino solo dai potenti e nei loro interessi.
    Al vero volto del calcio giocato ci riporta la scomparsa di Franco Baresi.
    Molto si è visto e detto in questi giorni e io non voglio aggiungere altro; se non che il suo insegnamento non deve andare perso; devono trarne spunto tutti i giovani, calciatori e non, che fanno del denaro lo scopo primo della vita e si dimenticano i veri valori. Baresi è un esempio per tutti, discreto e silenzioso, ha saputo guidare da maestro le difese, come pure ha sempre mantenuto fede ai valori di base, alla maglia ed a tutti i sani principi che devono essere alla base della vita.
    Ma domani è già derby, sì derby d’estate, sì una partita amichevole ma sempre un derby,
    Ora che i cardinali e gli amorini sono al timone e si sono presi la responsabilità di riportare in prima persona il Milan ad alti livelli di risultati e di gioco, ci aspettiamo una stagione sfavillante.
    La campagna acquisti, partita con due botti, ora langue per il tappo Leao: il nuovo mister saprà rivitalizzare e far giocare al meglio questa rosa? A mio parere mancano ancora due o tre acquisti importanti per essere veramente competitivi.
    Sono davvero curioso di scoprire il nuovo gioco del Milan, dai proclami mi aspetto calcio champagne e che sia di quello buono.
    Allora spazio al cuoio, come diceva il grande Giuseppe Albertini, e che i nostri colori gonfino la rete.
    FORZA MILAN, COMINCIAMO BENE!

  • Mi ricordo che ai tempi di Farina c’era anche il derby tra Giuseppe e Franco.
    Chiaramente vinto alla grande da Franco!
    Per me era il Milan.
    Era la sicurezza era ,anche criticato perche troppo falloso
    Mi e dispiaciuto non vederlo in primo piano anche dopo ilsuo ritiro, magari con la sua presenza poteva aiutare.
    Nel derby mi è dispiaciuto vedere non bene camarda . La squadra ogni tanto si vedeva qua l’ osa di nuovo . Estupoinian e tomori out
    Grazie di tutto Franco!!

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