E così, dopo Milan – Atalanta, possiamo già tracciare un primo bilancio della stagione. In fondo, ahi noi, mancano solo due partite!
Il girone di ritorno avrebbe dovuto consolidare rendimento e classifica. Invece è successo l’opposto: si è sgretolato il castello che, faticosamente, era stato costruito.
Se nell’andata stentavamo a raccogliere punti con le piccole, al ritorno siamo diventati il bersaglio di chiunque! I numeri sono davvero raccapriccianti.
Quando è crollata l’organizzazione difensiva data da Allegri, allora è arrivato il vero s.o.s. Ma nessuno è parso accorgersene. Non che comunque si brillasse particolarmente in fase offensiva…
Sconcerta che il Mister non abbia mai dato nè gioco a questa squadra, nè mentalità vincente: pur con giocatori di medio livello, un gioco codificato va espresso.
Il fatto che Max nel girone di ritorno abbia raccolto una miseria di punti, spiega la drammatica situazione attuale.
Sembra che anche lo spogliatoio sia andato in frantumi, di mese in mese. Sarà conseguenza di questo anche l’incurabile apatia in campo?
Ci ritroviamo attoniti nell’ultimo periodo, con un’autentica media de retrocessione.
Doveroso comunque non dimenticare come questo gruppo abbia sempre faticato a trovare un leader, e come sia andato avanti solo grazie a spunti dei singoli.
Sarebbe dovuta essere la stagione del rilancio e riscatto europeo, invece rischia di diventare l’ennesimo fallimento a seguito di un’altra rivoluzione fatta guardando solo al bilancio.
Fatto sta che un tempo erano gli avversari ad aver paura di giocare contro il Diavolo, ora accade tristemente il contrario.
Ma il Milan non è un giocattolo e non va trattato come tale! Lo stemma rossonero è carico di storia: è emozioni, senso d’appartenenza, sentimento, passione grande.
Si sono persi i valori del milanismo: manca l’ambizione dei risultati e… dei trofei!
Dopo l’ultimo scudetto si arriva ogni stagione a maggio in piena crisi: cambiano allenatori e molti giocatori, ma il risultato è sempre da incubo.
E le probabili divergenze nei poteri decisionali non giovano certo alla causa, così come lo smantellamento della squadra nelle ultime stagioni.
Un tempo i tifosi rossoneri si identificavano nei Baresi, nei Maldini: oggi manca qualcuno che ci rappresenti veramente, in campo e in società. Dove è finita quella sana competitività di tipico carattere rossonero?
Se anche avvenisse dell’incredibile, cioè un miracolo nelle ultime due giornate, rischieremmo di andare in Europa a farci prendere a pallonate da chiunque!
Potremmo sì, quanto meno, far arrivare quei giocatori che senza Europa ci scordiamo, e trattenerne due o tre di livello!
Non ci resta che aggrapparci ora a quel briciolo di speranza, anche se non è facile davanti ad un Milan fantasma.
E soprattutto, nonostante le delusioni, dobbiamo con immutato orgoglio continuare ad alimentare la passione… dei tanti piccoli cuori rossoneri! Teniamo vive le loro innocenti e schiette speranze, in attesa di tempi migliori.
Quando riavremo il nostro amato Milan e torneremo finalmente a gioire?
Io sono entrato in sciopero. Non riesco più a guardare le partite. Soffro troppo.
Buonasera Marta. Il nostro aereo verso il viaggio nell’ Europa che conta si e’ fermato a Roma sbattendo contro la Lazio. Da quel momento i motori si sono spenti e abbiamo cominciato con l’ avvitamento infinito che temo non sia terminato a Malpensa, pardon a San Siro contro l’ Atalanta. Una discesa senza freni e senza controllo. 5 sconfitte nelle ultime 8 partite sono un trend da retrocessione, come quando a guidarci c’ era il comandante Giampaolo. Le cause sono da riportare direttamente alla dirigenza, spocchiosa e incompetente, fatta da personaggi il cui solo interesse e’ il bilancio, fregandosene altamente della parte sportiva, nutrita da scelte cervellotiche che hanno determinato una serie di acquisti di una inutilita’ sconvolgente. Il tutto condito da un allenatore rimasto agli anni ’90 il cui solo interesse era quello di rientrare nel circuito, avallando le decisioni scriteriate per cui l’ obbiettivo massimo era il 4′ posto. Mi fanno rabbia i 70.000 che vanno allo stadio e che fino a ieri sostenevano a gran voce la squadra . Ma non avevano capito che bisognava dare un segnale forte abbandonando la curva e il tifo gia’ 3 mesi fa? Non hanno capito che per Furlani, Cardinale, Ibra, Moncada, Scaroni loro sono solo dei clienti? Non hanno capito che alla dirigenza non frega nulla di vincere? E sullo 0-3 ancora a cantare? Per una squadra che da tutta la stagione gioca a niente? E solo adesso protestano? Non hanno capito che con sti 4 cialtroni di dirigenti non vinceremo mai nulla perche’ non e’ una priorità? Lo dico da tempo, i nostri avversari non sono l’ inter, la juve, il Napoli o chissa’ chi, i nostri avversari hanno nomi e cognomi che ho citato in precedenza. Noi non andremo in champions semplicemente perche’ la squadra non e’ adatta e perche’ molti giocatori hanno gia’ tirato i remi in barca, sapendo che il prossimo anno staranno altrove. Tutto questo per una grave mancanza di programmazione a lungo termine e perche’ a Furlani piace riprogrammare ogni anno partendo da zero. O ci diciamo le cose per quelle che sono, o continuiamo a farci prendere in giro. Il tifoso milanista deve essere rispettato. Non siamo clienti, siamo tifosi e tutti da molto prima che questi incompetenti arrivassero.
Sottoscrivo in pieno!!
E ora ci vuole davvero un miracolo.
La partita di domenica sera ha confermato tutto quanto già scritto in passato,
Allegri ha saputo ottenere dai giocatori che gli hanno messo a disposizione il massimo fino alla partita di Roma con la Lazio, crocevia del nostro campionato.
Appena la lepre Inter è riuscita a scappare, ci siamo disorientati; perso il punto di riferimento davanti ci siamo trovati nel mezzo del gruppo. E ci siamo resi conto che il nostro campionato iniziava allora, che c’erano almeno quattro cani affamati che ci rincorrevano ed avevano più fame e forze di noi. Così abbiamo preso paura perdendo concentrazione e le residue forze fisiche e mentali.
Non si può spiegare altrimenti il tracollo di tante ultime sconfitte.
I totem che avevano coperto i nostri limiti sono alla frutta.
Ora che anche Rabiot ha il fiatone e Modric deve pensare più al suo zigomo, la squadra ha perso la sua identità ed anche la difesa che aveva sostenuto alla grande gli attacchi avversari è andata in bambola, prendendo goal a caterve.
Max deve dimostrare di saper tirar fuori il cilindro dal cappello; senza se e senza ma deve riuscire a ridare un’identità alla squadra, una serenità in campo per poter affrontare le due ultime finali senza timori reverenziali.
Le scelte della formazione diventano fondamentali. Genova e Cagliari ci aspettano per farci la festa ma dobbiamo reagire e trovare quei punti che servono al nostro obiettivo non ancora perso. Il futuro è nelle nostre mani.
Andiamo in Champions, poi penseremo ai problemi societari, non è tempo di contestazioni; ora no, ora contano solo la squadra ed il campo.
Anche il Napoli ha al fiato corto, mentre Juventus e Roma corrono. È il momento della verità, dobbiamo fare sei punti senza aggrapparci alla speranza di un loro passo falso.
Caro Diavolo, imbraccia il Forcone ed infilza il Grifone, ricordati che i tuoi colori sono il Rosso del Fuoco che hai dentro ed il Nero della paura, non la tua, ma quella che fai agli avversari.
DAI, DAI AVANTI SENZA PAURA