E così passiamo dai migliori minuti della stagione ai peggiori! Sembra di sentire il navigatore dire: “appena possibile, effettuare inversione”!
Non c’è mai stata partita, anche in parità numerica, e qualche giocatore era fuori ruolo… Contro il Bournemouth il Diavolo torna sulla terra, anzi, sprofonda nella Manica!
Sorprede scoprire che i padroni di casa siano nelle retrovie in Premier. Abbiamo permesso loro di vivere momenti di gloria.
Al Vitality Stadium il Milan soffre di un blackout inatteso che fa drizzare le antenne e complica i piani. Subiamo una lezione di calcio, senza reazione da parte nostra. La crescita della squadra ha una brusca fenata.
Il calcio inglese va a mille all’ora, è dinamico e vivace. Noi sembriamo completamente in bambola davanti ai loro ritmi. D’altronde si allenano abitualmente come se fosse partita vera. Palese è la differenza tra le filosofie di calcio dei due campionati: dal possesso e dalla tattica nostrani alle loro transizioni veloci e al pressing alto.
Ai nostri ragazzi in terra inglese mancano sicurezza e fiducia. Il gruppo non è più ben connesso: non tiene un pallone e non legge i movimenti avversari; non si vincono i duelli e non si pressa.
La rosa in realtà non è costruita all’altezza di una squadra di livello. Ogni stagione la storia si ripete: le alternative ai titolari non sono mai affidabili e i problemi strutturali restano. Che delusione!
Sconcerta a maggior ragione che, chi ci ha affondato, sia stato non l’ultimo venuto ma il nostro Capitano. Eh sì che di esperienza ne dovrebbe avere da vendere… Sembrava di essere davanti a Scherzi a parte.
Quando la finiremo con i rossi? Un circolo vizioso che rischia di costare sempre più caro.
Alle tappe del Monopoly i giocatori gestiscono gli imprevisti meglio di quanto faccia il Milan. Gli intoppi non possono costiruire un ostacolo insuperabile.
Nel labirinto inglese non riusciam proprio a trovare una via d’uscita: perso il filo del gioco, restiamo in balia delle avversità.
Non c’è nessuno da salvare tra i Diavoli, anzi, fioccano le insufficienze gravi per gran parte dei nostri giocatori. L’unica nota allegra è l’esordio di Comotto, tra i grandi. E si spera che Torriani non ci deluda.
Alla fine sorride amaro Amorim, come noi tifosi. Altro che ambizioni per i Diavoli. Si vede solo il Milan impaurito e senza arte né parte delle ultime stagioni europee.
Suvvia, è ora di tornare a fare i veri Rossoneri.
Ora subito testa all’Udinese: non sono ammessi passi falsi. Almeno in serie A dobbiamo dare continuità a quanto di buono visto contro gli orobici.